Mi ricordo tanti anni fa che ero al mare con mia moglie, a suo tempo solo fidanzata. La vedevo in spiaggia che mi cercava: si girava a destra e a sinistra, scrutava ed io ero a pochissimi metri da lei, però rimanevo immobile e silenzioso, ma non nascosto. Lei cercava anche nella mia direzione, ma mi cercava oltre il mio corpo e non mi trovava, anzi il mio corpo disturbava la sua ricerca. Ad un certo punto le ho fatto un cenno e lei si è accorta che ero a pochi metri da lei e ridendo mi sono avvicinato. Allo stesso modo credo che anche la mia anima e Dio hanno fatto con me: loro sono a un centimetro da me, ma non li vedevo, non li sentivo, non li toccavo, ecc. Quindi ad un certo punto della mia vita ho iniziato a cercare l’anima, e Dio, scoprendo che non sono lontani, anzi sono sempre con me. Se cerchi, trovi; se non cerchi, non trovi.
Trovata la mia anima il passaggio successivo è stato consegnare il mio corpo a servizio della mia anima nel nome di Dio, del mio creatore. Nel mio caso per consegnare il mio corpo alla mia anima ci sono voluti anni, anzi ad oggi non l’ho consegnata tutta. Continuo però a consegnare pezzi perché Dio continua a darmi motivi di fiducia per consegnare tutto il corpo. Sto trattando con Lui, ma Lui continua a vincere sempre e io resto sbalordito perché perdendo guadagno in felicità. Come è possibile perdere e guadagnare allo stesso tempo? Qualche anno fa ho inserito una frase che mi rappresenta nel profilo WhatsApp: “Perdere per vincere”. Ecco questo è quello che continuamente succede nella mia vita: perdo in continuazione con Dio, e vinco nuova felicità.
Oltre a cercare la tua anima, devi cercare anche Dio e Dio lo cerchi pregando. Pregare però non è pronunciare parole rituali, ma è conversare con Dio. Se scrivo a mia moglie un pensiero di amore in fin dei conti la sto pregando di amarmi, però mia moglie capisce che la prego con amore non grazie alle frasi copia/incolla, ma grazie al contenuto, al tono, al mio modo di essere implicito nella mia preghiera di amore. Non servono tanti fogli per dire Ti amo, ma serve il dono di me stesso contenuto in quelle due parole. Allo stesso modo credo che Dio desidera il contenuto delle parole pregate e non le preghiere. Questo in linea generale perché a San Valentino ad esempio non posso dimenticarmi di dire Ti amo a mia moglie, al suo compleanno non posso dimenticarmi di omaggiarla con un regalo, … allo stesso modo anche Dio va ricordato nelle festività e omaggiato con doni e sacrifici.
Se torno indietro nel tempo credo che l’anno in cui ho consegnato il mio corpo a servizio dell’anima è stato il 2017. La ricerca e il rapporto con la spiritualità già esisteva anche prima del 2017, ma principalmente attraverso un benessere che sentivo vedendo le immagini della Madonna di Medjugorje. Ero in una situazione di sala di attesa per partire verso una nuova vita, dove il mio tour operator era la Madonna.
Il 2017 è stato l’anno in cui ho trovato che Dio effettivamente sta a un centimetro da me. In quell’anno sono accadute tante cose che oggi mi fanno capire che in quell’anno ho consegnato il primo pezzettino del mio corpo a servizio della mia anima per incontrare Dio.
Questo ha rovesciato completamente il modo di vedere me stesso, gli altri, il mondo: il corpo non capisce la morte, ma l’anima si; il corpo non capisce la malattia, ma l’anima sì; il corpo non capisce la povertà, ma l’anima sì; … fino ad arrivare al punto che il corpo non capisce Dio, ma l’anima sì
Non puoi trovare Dio nel corpo, ma nell’anima sì, ma quando lo trovi nell’anima Lui si rivela anche nel tuo corpo, perchè il corpo è a servizio dell’anima. Ecco che la vita cambia, il concetto di morte cambia e l’amore diventa una necessità per far vivere l’anima e non il corpo.
In questo libro autobiografico pertanto andrò a percorrere vari momenti estremamente importanti della mia vita per scrivere prima di tutto a me stesso come ho incontrato la mia anima, come ho incontrato l’Amore della Madonna di Medjugorje e come ho incontrato l’Amore di Dio e dei Santi in Cielo.
Con questo libro non voglio insegnare nulla a nessuno, ma desidero solo condividere pubblicamente la mia vita, il mio modo di pensare, di pregare, di meditare, di vedere la vita.
Quindi sarà un viaggio che racconterà episodi che hanno segnato la mia vita anche di tanti anni fa, fino ad arrivare agli ultimi anni dove c’è stata una esplosione di episodi veramente straordinari, talmente straordinari che Dio me li ha messi in modo tale che non sono discutibili matematicamente, essendo io una mente prettamente matematica.
Per me ci sono stati anche miracoli importanti, ma i miei miracoli Dio li ha donati a me e quindi non pretendo che nessuno creda a quanto credo io. E’ sbagliato però che io non condivida la mia esperienza di fede, i miei miracoli, perché se a tanti non interessano a qualcuno possono essere di conforto e di aiuto verso la sua consegna del corpo alla sua anima per iniziare un cammino di conversione.