PAGINA IN AGGIORNAMENTO PER LA CRONISTORIA DEL CICLO-CAMMINO

Cammino del resto del mondo della Madonna di Kazan (Russia): è partito il 6 luglio 2025 da Trieste e arrivato a Wadowice il 10 luglio con un giorno di fermo a Trnava (Slovacchia).

Il ciclo cammino è ripreso il 12 luglio 2025 per raggiungere Częstochowa, su Jasna Gora, per l’inchino finale e preghiera di mediazione verso Dio alla Madre di Dio qui chiamata Madonna Nera.

Dio-incidenze

– ospitalità presso una coppia di sposi mussulmani a Trnava, che si sposavano proprio il 12/7/2025 in Bosnia (da dove arriva la Regina della Pace che porto sulla divisa – Medjugorje). La Madonna di Kazan che portavo nel viaggio si festeggia l’8 luglio di ogni anno ed è un icona che si regala nella tradizione ortodosso russa proprio in occasione dei matrimoni. Ero arrivato dalla famiglia mussulmana il 7 luglio, dove ho dormito e sono ripartito l’8 luglio.

– 12 luglio 2025: arrivo dalla Madonna Nera a Jasna Gora di Częstochowa. Per Dio-incidenza quel giorno era dedicato proprio ai ciclo pellegrini di tutta la Polonia e il mio arrivo è proprio nel momento della lettura della Parola di Dio durante la Santa Messa. Quel giorno la Parola di Dio della Chiesa era Matteo 10,24-33… ma la Parola letta in quella messa era Giovanni 19, 26-27: “26 Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. 27 Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.” Tale Parola è perfettamente interconessa perchè è la Parola di Dio che ho ricevuto alla 3:34 del 22 ottobre 2019, di cui ne parlo nella mia testimonianza della “Nascita di Gesù” che si trova su questo sito al Menù “Libro” e Sottomenù “Nascita di Gesù”, testimonianza questa esposta presso il Santuario Monte Grisa del 11/11/2023. Il 22 ottobre 2019 era proprio San Giovanni Paolo II e il viaggio in Polonia con questa meta aveva come centro proprio San Giovanni Paolo II. Ricevere questa Parola, non prevista dalla liturgia di quel giorno, è stato per me un grande segno sottolineato dal fatto che il mio arrivo è perfettamente allineato a secondo con il mio arrivo. Inoltre arrivo dentro la Santa Messa in un modo assolutamento straordinario… direttamente in bicicletta e nel video si sente anche come al termine della lettura della Parola di Dio, il computer della bici ferma il tempo proprio al termine della Parola di Dio. Lode a Dio per questo dono.

– la stessa Parola di Dio (Giovanni 19,26-27) è stata letta anche nel giorno del 13 maggio 2025 al mio arrivo al Monte Grisa del 2. ciclo cammino dalla Romania a Trieste. Anche in quell’arrivo ero arrivato perfettamente in Dio-incidenza con la processione di Fatima del santuario. Ciò si può vedere nel video della testimonianza che si trova sul Menù Ex3M e sottomenù 2. Cammino Guadalupe. La Parola di Dio che è stata letta durante la Santa Messa serale della processione è ancora la stessa di Giovanni 19, 26-27. In quel viaggio dalla Russia è stata consegnata per grazia di Dio l’icona della Madonna di Kazan e l’acqua benedetta in Russia… immagine e acqua poi utilizzata nel viaggio in Polonia. Lode a Dio per questo dono.

– ospitalità presso Marysia, conosciuta per Dio-incidenza a Kalwaria. Per Dio-incidenza la signora parlava poco anche l’italiano che mi ha permesso di dialogare più facilmente. Alla loro famiglia ho lasciato in dono una maglia ciclistica che usavo e in questo modo ora in quei territori vicino a Wadowice continua ad essere presente un oggetto rappresentativo di tutto quanto fatto

Video e foto in bozza del viaggio da Trieste a Wadowice-Cracovia-Czestochowa

Il video nel finale presenta l’arrivo a Jasna Gora con la lettura della Parola di Dio: “… Giovanni ecco tua madre. Madre, ecco tuo figlio…” Il nome Giovanni potrei anche associarlo per Dio-incidenza a San Giovanni Paolo II che porto sulla divisa ciclistica… Lode a Dio per questo dono.

Il video contiene filmati e foto lungo tutto il viaggio da Trieste a Jasna Gora di Czestochowa.

Questo viaggio è particolarmente significativo per il giorno di arrivo del 12 luglio 2025, in quanto il 12 luglio del 2020 è stato un giorno importantissimo per la mia fede con l’arrivo in bici a San Giovanni Rotondo dove ho vissuto la Parola di Dio del Buon Seminatore (12/07/2020) e del Cattivo Seminatore (11/07/2020) di cui alla testimonianza in menù Libro e sottomenù 3-La discesa dello Spirito Santo.

La data del 12 luglio è importantissimo anche nella testimonianza presente in menù Libro e sottomenù 4. Battesimo di Gesù, in quanto si tratta del giorno di festa della Nostra Signora della Preghiera e Madonna dei Campi di Stezzano.

La data del 12 luglio è nuovamente importante nella 5. testimonianza che si trova in Menù Libro e Sottomenù Introduzione in fondo ai contenuti della pagina con il video youtube 5-Smarrimento e ritrovamento di Gesù al Tempio.

Arrivato al 4. ciclo cammino ho voluto fare una riflessione personale per cercare di far capire, a chi legge, il senso interiore dei ciclo-cammini per la Pace di Dio.

Per farmi comprendere racconto di un evento su come Dio è in grado di muovere tutto in un ordine incredibile.

Ho iniziato nel 2009 a pellegrinare in bici, ma per diversi anni solo verso Medjugorje. Il viaggio era estremo nella fatica in quanto si partiva da Trieste alle 17:40 e si doveva arrivare a Medjugorje entro le 17:40 del giorno dopo, pedalando di giorno e di notte per 530 km. Dopo qualche anno i ciclo-pellegrinaggi si trasformarono … da una lunga pedalata … a una lunga preghiera personale, per vivere pienamente le grazie di Medjugorje (raggiungere il luogo sacro con le proprie forze, come si faceva secoli fa).

Questa crescita spirituale mi mise in discussione, … e un bel giorno chiesi alla Regina della Pace di Medjugorje: “Maria, è giusto? che continuo a pellegrinare portando la Tua immagine in bici, perché, la gente sentendo dell’impresa sportiva estrema, si congratula con le mie forze fisiche e non si unisce a me con quelle spirituali. Continuo?”.

A questa domanda Maria rispose qualche giorno dopo. Arrivò a casa mia una signora sconosciuta e mi disse: “Ho sentito dire che organizzi i ciclo-pellegrinaggi da Trieste a Medjugorje percorrendo oltre 500 km in 24 ore e volevo dirti di continuare avanti, perché tutto ciò porterà conversioni a Trieste, all’Italia e all’Europa intera”. Rimasi stupito con quanta enfasi mi spronava a continuare e capii che la risposta di Maria era arrivata.

La stessa signora arrivò dopo qualche anno per comunicarmi un secondo messaggio importante: “Ho fatto un sogno stanotte e ho visto due stelle luminose sopra il tuo paese ed eravate tu e il diacono GABRIELE”. Solo dopo diversi anni dissi al diacono Gabriele di venire da me che devo raccontargli una cosa.

Il diacono Gabriele arrivò il 2 marzo 2023 dopo le 17:00 (di cui al 3 marzo con Giulia GABRIELI nella preghiera albina). Durante l’incontro gli raccontai della missione “Da Fatima a Fatima” che collegava in ciclo processione Medjugorje a Fatima di Portogallo con l’epicentro l’eco di Fatima di Trieste (3340 km in 15 giorni). Nello stesso giorno gli raccontai del sogno della signora sulle 2 stelle luminose. Quando GABRIELE andò via da casa mia, rientrò qualche minuto dopo mia moglie GABRIELLA con questa esclamazione: “Ma avete visto quei due meravigliosi fari nel cielo, sono luminosissimi”. (GABRIELI-GABRIELE-GABRIELLA).

L’arcangelo dell’annunciazione è San Gabriel(e), che significa la Potenza di Dio.

Andai a vedere fuori ed effettivamente guardando dalla porta di casa nostra, direttamente in avanti sopra il Monte Lanaro, si vedevano perfettamente due grandi lumi in cielo … mai visti prima in quella posizione.

Dalla nostra porta di ingresso non si vede il cielo in quanto c’è un grande porticato: ma da questo piccolo pezzettino di cielo le due stelle erano perfettamente visibile dalla nostra porta. Pensai sul momento che erano particolari aerei, ma le due luci non si muovevano… erano perfettamente ferme, molto vicine, grandi e luminosissime rispetto alle comuni stelle.

FOTO DALLA PORTA DI INGRESSO: il cielo che si vede dalla porta è una piccolissima parte di tutto il cielo di quella notte.

Mi informai attraverso il web cosa potrebbe essere e scopro che si stava manifestando un evento straordinario astrologico dove Venere e Giove si sono avvicinati rendendo al mondo questo spettacolo luminoso.

Venere: l’oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno dopo la luna

Giove: è il più grande di tutto il sistema planetario e ha una composizione simile a quella del sole.

1) foto originale dell’evento astrologico Venere-Giove da casa nostra (amatoriale)

2a) foto sinistra: evento astrologico Venere-Giove con foto professionale

2b) foto destra: evento astrologico Venere-Giove

Questo evento astrologico straordinario mi fece immediatamente ricordare che solo qualche ora prima ne avevo parlato proprio con il diacono Gabriele … ovvero in quel momento si è attualizzato il sogno della signora. Avevo capito che non eravamo noi le stelle, ma che durante il nostro incontro ci fu il segno nel cielo … e quindi avendo parlato durante l’incontro della ciclo-processione “Da Fatima a Fatima” significa che va fatta, perché ora lo credo un atto della Divina Volontà: “Fai quello che ti dico di fare“.

Dalla ciclo-processione “Da Fatima a Fatima” è nato il progetto per la Pace di Dio “Ex3M Dios AmoRè” e quindi questo nuovo progetto è il proseguimento della missione per la pace del 2023 dove la somma dei chilometri da percorrere per la Pace di Dio in tutta Europa diventano oltre 8000 km con l’immagine della Madonna in processione ciclistica.

Nel racconto del 1. Ciclo-cammino accade a Medjugorje l’evento dell’acqua di Lourdes nel giorno dell’11 febbraio 2025 (festa della Madonna di Lourdes). Il 13 febbraio 2025 accade un secondo evento, nel giorno di ricorrenza della morte della Venerabile Suor Lucia di Fatima. L’evento particolare accade durante la Santa Messa in italiano delle 11:00 di Medjugorje, nella cappella eucaristica. Arrivai a messa con una persona disturbata dal demonio che quindi mi sedeva accanto. Quando questa persona comincia a dimenarsi per alcune parole iniziali dette dal sacerdote, una signora davanti a me si gira per vedere cosa succede. In quel momento vedo che ho davanti proprio la signora che mi ha portato i due messaggi raccontati e proprio questa signora tende la mano alla persona disturbata, si sposta per sedersi accanto a lei e sta con lei per tutta la Santa Messa con un amore di mamma. Le teneva la mano, la teneva abbracciata, la baciava … io guardavo, ringraziavo e piangevo timidamente. La signora non si è accorta di me, nonostante si fosse seduta tra me e la persona disturbata. Dopo qualche minuto si girò verso di me e mi guardo negli occhi, riconoscendomi e i suoi occhi si rallegrarono commuovendosi. Ci siamo visti 3 volte nella nostra vita, io so pochissimo di lei e lei sa pochissimo di me, ma il sentimento che ci legava in quel momento era come se ci conoscessimo in tutto … questo è l’Amore di Dio.

Questo incontro con la signora dei due messaggi, in un nuovo contesto “particolare”, mi ha fatto riflettere, facendomi capire che sono protetto e che satana cercherà di fermare questi viaggi. In questi mesi ho dovuto combattere contro i cattivi pensieri che a quasi nessuno interessava partecipare ai ciclo-cammini dove è sufficiente pregare, durante i giorni del ciclo-cammino mensile, 1 Padre Nostro + 1 Ave Maria + 1 Eterno Riposo. Questo ha creato in me un fastidio, perché non capivo l’essere solo a portare avanti questo immenso progetto (“Fai quello che ti dico di fare“) che vuole portare acqua benedetta da tutta l’Europa sulla Cattedra di San Pietro (Papa Leone XIV) per poi benedire tutto il mondo nella Pace di Dio. Però in queste settimane ho capito che NON SONO SOLO e chi è con me SEMPRE, … è il TUTTO. Qui ho compreso il malessere di San Giacomo che si trova in Spagna ad evangelizzare, ma senza risultato fin quando accade la visione della Nostra Signora del Pilar. Qui ho compreso il malessere di un sacerdote che officia la Santa Messa durante la settimana a due o tre persone, sempre le stesse. Qui ho compreso i veggenti di Medjugorje o altri veggenti che annunciano, ma ricevono più condanne che giustizia… fino a comprendere bene il discorso di Gesù sulla montagna nel parlare delle 8 beatitudini.

Quindi mi sono detto:
“Non devo preoccuparmi di cosa io vedo, ma devo semplicemente fare quello che Lui mi dice di fare. Io devo solo portare in processione, e umilmente, l’immagine di Maria e Gesù con i diversi santi, Loro faranno in modo che quando gli occhi dei credenti e dei non credenti incontreranno lo sguardo di Maria impresso sulla divisa ciclistica, se il loro cuore si aprirà per un attimo a Dio, allora dentro di loro accadrà qualcosa di indelebile, che io oggi non posso sapere. Quindi io devo solo essere lo strumento di trasporto e pregare durante tutto il viaggio ogni qualvolta incontro un simbolo cristiano”.

Ecco che tutti i ciclo cammini, tutta la missione Ex3M Dios AmoRè è “Fai quello che ti dico di fare” anche se siamo solo in due.

Questo è essere apostoli della Parola di Dio, arrivare a parlare di Dio al nostro prossimo come vuole Dio e non come vogliamo noi … tutto il resto lo fa Dio. Un sacerdote che celebra la Santa Messa lo fa nella grazia dello Spirito Santo in Dio onnipresente: che ci sia 1 persona presente o che ci siano 1000 persone presenti … il suo modo di officiare è uguale, perché lo fa per Dio e in Dio. Allo stesso modo io voglio continuare nelle ciclo-processioni sia se ci sono persone che mi accompagnano nel ciclo-cammino sia che non ci siano, perché lo faccio per Dio e in Dio. L’importante sono le persone che incontreranno, anche per un solo secondo, lo sguardo di Maria sulla divisa ciclistica, … magari semplicemente in un momento di pausa in una trattoria oppure in uno stop davanti ad un semaforo rosso. Quante sono le persone che posso incontrare in bici su circa 5000 km? 5.000 … 50.000… 500.000 … o più? Questo è successo proprio nei ciclo-cammini: ho incontrato alcune persone in modo del tutto casuale e fuori dalle mura della chiesa, e queste persone in quel giorno hanno incontrato la Pace di Dio. Dio mi ha dato l’occasione di conoscere alcune di queste persone, ma mi ha fatto capire che ce ne sono molte altre dove però mai mi sarà raccontato il quando, il dove, il perché, il come. Io per fede so che è successo e succederà ancora, perché chi opera è Dio … e non io.

4. Ciclo cammino dal Santuario Monte Grisa al Santuario di Jasna Gora (Monte Chiaro)

1. giorno: Partenza in bici il 7 luglio 2025 con pausa notturna alle Moravske Toplice (Slovenia) con centro termale e campeggio (290 km)

2. giorno: L’arrivo è previsto a Nove Mesto in Slovacchia presso un campeggio (330 km). L’8 luglio del 1579 Matrëna trovò l’icona di Kazan.

3. giorno: L’arrivo è previsto a Wadowice, luogo di nascita di San Giovanni Paolo II (220 km)

Nei giorni seguenti verranno visitati il Santuario dedicato alla Divina Misericordia in Cracovia (Santa Faustina Kowalska) e il Santuario Jasna Gora con la Madonna Nera di Czestochowa.

ESTRATTO DELLA TESTIMONIANZA DEL 9 DICEMBRE 2023 CHE PARLA DELLA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA NELLA DOMENICA IN ALBIS

(SAN GIOVANNI PAOLO II E SANTA FAUSTINA KOWALSKA)

La testimonianza è tra amici e non sono un influencer professionale, quindi si accetti nella massima simpatia il mio modo di raccontare. Per capire la grazia e rifletterci su … è necessario ascoltare tutto il video di 20 minuti. Grazie

I ciclo-cammini sono una chiamata. La chiamata è sempre preceduta da uno o più segni. Un particolare e singolare segno fu un episodio avvenuto il 23-24 aprile 2022 (vigilia e domenica in Albis). Tale evento, oltre alle incredibili “Dio-incidenze”, è avvenuto nella settimana estremamente significativa per lo stesso San Giovanni Paolo II. San Giovanni Paolo II è morto nella vigilia della Domenica in Albis (2 aprile 2005) e la gara della testimonianza si svolge proprio nella vigilia della Domenica in Albis del 2022 (23/4/2022). Gli eventi che si raccontano sulla Divina Misericordia avvengono proprio nell’orario delle 15:00, che è quello della Divina Misericordia della Domenica in Albis del 24/4/2022.

La testimonianza è un episodio oggettivo che Dio ci ha regalato al fine di essere credenti e non increduli, per aiutare i non credenti a credere. Nel Vangelo della Domenica in Albis si legge proprio la parola di essere credenti e non increduli.

Questo episodio, unico e irripetibile, è un segno per dirci che Dio mantiene sempre le sue promesse, se noi preghiamo e chiediamo con amore gratuito facendo atti nella Volontà di Dio. I ciclo-cammini sono preghiere a Dio, sono atti nella Divina Volontà, … non sono giri in bicicletta: la bicicletta è solo lo strumento per portare in processione la Madonna per ore e ore di chilometri, ma l’obiettivo è che lo sguardo della Madonna, impresso sulla maglia della bici, incontri gli sguardi delle persone che non credono, che non pregano e che non conoscono Dio. In quell’incontro di sguardi può succedere che queste persone incontrano l’amore della Madre di Dio, che poi li porterà a Gesù.

L’ICONA DELLA MADONNA DI KAZAN ARRIVA IN ITALIA PER GRAZIA RICEVUTA

Tutta la missione di ciclo-cammini sono stati pensati a fine 2024, mentre la sua nascita come idea è maturata proprio a Fatima (Portogallo) il 13 ottobre 2024.

Ogni cammino è guidato dall’immagine di una rappresentazione della Madonna, Madre di Dio e di ogni uomo. Leggendo la storia della Madonna di Kazan, che si può leggere sotto, il desiderio era grande di poter partire in ciclo-cammino dalla Russia attraversando l’Ucraina. Ciò non sarebbe stato possibile, ma ho desiderato tanto di poter avere nel ciclo cammino proprio un’icona originale dalla Russia e acqua benedetta sempre proveniente dalla Russia.

Questa grazia è arrivata il 12 maggio 2025, quando eravamo in viaggio nel 2. ciclo-cammino partito dalla Romania, … proprio in quel giorno è stata consegnata a Mosca l’icona della Madonna di Kazan con l’acqua benedetta ad una persona che è parte del nostro gruppo di ciclo-pellegrini denominato “Trieste Medjugorje 530km 24h” ovvero proprio la persona con il quale partii per la prima volta nel 2011 da Trieste alle 17:40 per arrivare a Medjugorje entro le 17:40 del giorno dopo. Dio non poteva scegliere persona più perfetta, nel giorno più perfetto … per farmi avere l’icona desiderata per il 4. ciclo cammino dedicato alla Madonna di Kazan.

BASTA GIOCARE CON LE ARMI (pagina in lavorazione)
La Madonna di Kazan’ (in russo Казанская икона Божией Матери?) è un’immagine della Madonna col Bambino di origine bizantina datata all’XI secolo e dispersa nel 1209, ritrovata nel 1579 in Russia nella città di Kazan da cui prende il nome, nuovamente dispersa nel 1917 e nuovamente ritrovata nel 1953. Attualmente si venerano numerose copie principali dell’originale, la principale delle quali è nota come “Immagine di Fátima” ed è conservata nel Convento della Theotokos a Kazan’.

Dopo essere stata trasportata da Costantinopoli in un monastero di Kazan, l’icona scomparve nel 1209. Non si hanno sue particolari notizie fino al 1552. Quell’anno però lo zar Ivan il Terribile decise di combattere i Tartari che continuavano ad impedire ai Cristiani persino l’esercizio più elementare delle loro tradizioni sacre. Il 1 ottobre di quest’anno fatidico per l’intera storia della Russia, in occasione del Pokrov, la festa che celebra la “Protezione” materna della Madonna sul popolo russo, lo zar riuscì a battere i Tartari e ad entrare finalmente nella città di Kazan, allora capitale degli invasori occupanti il territorio nazionale. Qualche anno dopo la città fu devastata da un terribile incendio. Pensando che le distruzioni causate da questo evento potessero trovare i Russi militarmente impreparati perché dolorosamente colpiti, i Musulmani tentarono di occupare la città e di riuscire finalmente a sottomettere la popolazione cristiano-ortodossa.

Durante questi terribili eventi la Madonna apparve tre volte a Matrëna (Matrona), una fanciulla di nove anni figlia di un soldato, povera fra i poveri, e le ordinò di cercare fra le rovine della città la sua icona nascosta dai fedeli per sottrarla ai Tartari. Non fu, né poteva essere, un’impresa facile, ma dopo varie traversìe l’8 luglio del 1579 Matrëna finalmente trovò fra le macerie la sacra icona della Madonna di Kazan protetta dalle intemperie e dalla malvagità degli uomini solamente da un tenue velo di stracci, ma splendente di una straordinaria luce che a poco a poco travolse tutti i dubbi, anche quelli avanzati dalla troppa prudenza della gerarchia episcopale.

Lo stesso giorno due ciechi, Giuseppe e Nikita, ebbero la grazia di recuperare la vista e perciò da allora l’icona continua ad essere venerata anche come la donatrice della vista ai “puri di cuore”. La stessa famiglia imperiale si pose sotto la speciale protezione della Madonna di Kazan che così, quasi come un riflesso immediato e “naturale” che estendeva la consacrazione a tutto il popolo russo, divenne anche la protettrice di tutte le famiglie dell’Impero. Per una lunga continuità di secoli la sua immagine fece parte integrante del corredo nuziale e veniva donata in occasione di tutte le cerimonie nuziali. Durante la processione che conduceva gli sposi verso la nuova dimora doveva essere proprio l’icona ad aprire la strada, a guidare il corteo festante e ad entrare trionfalmente per prima nella nuova casa.

Alcuni anni dopo, la Russia fu pesantemente invasa dalle armate polacche che devastarono il suo territorio e giunsero fino a Mosca. Al culmine dell’occupazione, i Polacchi non esitarono a lasciare morire di fame il Patriarca German, colpevole di continuare ad essere fedele alle sacre tradizioni ortodosse, ma il 22 ottobre del 1612, dopo avere invocato ancora una volta la protezione della Madonna di Kazan, la popolazione moscovita insorse. Ancora una volta i Russi portarono nelle piazze la venerata icona diventata ormai il simbolo stesso delle loro aspirazioni alla vittoria e alla liberazione. Al grido di “Liberatrice della Russia” col quale veniva invocata la Madonna, il 27 novembre di quello stesso anno i Polacchi furono finalmente scacciati e costretti ad abbandonare definitivamente il territorio russo.

Quasi un secolo dopo, nel 1709, in occasione dell’invasione svedese che minacciava ancora una volta di cancellare la tradizione ortodossa a favore del protestantesimo rivoluzionario, lo zar Pietro il Grande travolse gli occupanti svedesi nella memorabile battaglia di Poltava. Prima dello scontro decisivo con gli Svedesi, lo zar e l’intero suo esercito avevano implorato per tre giorni e tre notti la Madonna digiunando e pregando. Il trionfo delle armate imperiali fu unanimemente attribuito alla presenza nel campo di battaglia della santa icona che ormai i Russi consideravano la custode dell’identità spirituale della Nazione. Subito dopo l’icona fu trionfalmente portata nella cattedrale di San Pietroburgo e ancora un secolo dopo, durante la terribile invasione napoleonica condotta all’insegna del nichilismo rivoluzionario che intendeva distruggere le basi spirituali della loro millenaria tradizione, i Russi continuarono ad invocare la Madonna di Kazan. Ogni cittadino russo radicato nei sacri valori tradizionali ricorda sempre che la svolta vittoriosa contro gli invasori francesi ha una data precisa, il 22 ottobre del 1812, in provvidenziale coincidenza dell’inizio del ciclo di tre giorni che il calendario liturgico ortodosso consacra alla festa della Madonna di Kazan.

Trasportata a Mosca, la nuova capitale dell’Impero, per circa un secolo la sacra icona ha continuato a custodire l’identità tradizionale russa. Il 29 giugno del 1904, in occasione dei sommovimenti rivoluzionari scoppiati in concomitanza della disfatta nella guerra contro il Giappone, la sacra icona fu misteriosamente asportata dalla cattedrale della città e sparì proprio in coincidenza della rovina russa causata dall’ingresso nella prima guerra mondiale a fianco delle democrazie occidentali e dal successivo scoppio della rivoluzione bolscevica. L’ultimo atto politico ufficiale dello zar Nicola II ormai alla fine del suo regno a causa del trionfo della rivoluzione, fu la consacrazione nel 1918 della Russia alla Madonna di Kazan.

Qualche giorno dopo Trotsky, ben consapevole del significato trans-storico e della portata trasfigurante di questo speciale evento emerso dalle nebbie di una realtà “tradizionale” e pre-moderna, ordinò che l’intera famiglia imperiale venisse sterminata. Era uno dei capi rivoluzionari più permeato da quell’occulta volontà di annientamento e di distruzione delle radici sacre della Russia che caratterizzava tutti i capi bolscevichi, spinti nella loro azione da una oscura volontà promanante da una dimensione pre-politica assimilabile solo ad una sorta di potenza infera. È questo lo spartiacque che intendeva condurre alla fine dell’identità spirituale russa e della base tradizionale che l’aveva sostenuta per secoli.

Nel 1964, in occasione dell’Esposizione Internazionale di New York, l’icona riapparve misteriosamente e fu esposta al pubblico. Fu così che l’Armata Blu dell’Apostolato di Fatima riuscì ad acquisirla e il 26 luglio del 1970 l’icona trovò il suo “luogo” nella Cappella Bizantina della Domus Pacis della fatidica cittadina di Fatima.

La presenza dell’icona della Madonna di Kazan a Fatima può sembrare un puro caso. Ma è proprio così? Tutti sanno che una delle tre rivelazioni più importanti per le conseguenze spirituali, dottrinali e storiche fatte ai tre Veggenti di Fatima dalla Madonna è stata proprio quella relativa al destino della Russia. Il 13 luglio del 1917, prima del trionfo del bolscevismo, la Madonna dirà ai Veggenti:

Così, la storia cristiana della Russia sembra enigmaticamente intrecciarsi con quella della più importante apparizione della Vergine nel XX secolo, il secolo della violenza e delle persecuzioni contro la Chiesa di Cristo. Aggiungeremo un particolare enigmatico, che tuttavia può finalmente essere compreso dopo quanto si è detto fin qui. In seguito all’attentato che tentò di interrompere sul nascere il pontificato di Giovanni Paolo II — secondo alcuni veggenti la sua elezione ha segnato il trionfo della Vergine sulle forze del male che intendevano operare pesantemente anche nel Conclave — il 13 maggio dell’anno successivo all’attentato il Pontefice si recò a Fatima e “restituì” alla Madonna la pallottola che si era fermata ad un millimetro del suo cuore. Il proiettile fu incastonato nell’“apice” della corona della statua mariana come segno indelebile ed indiscutibile del Suo trionfo.

In quell’occasione i responsabili della Cappella Bizantina della Domus Pacis di Fatima, i custodi dell’icona della Madonna di Kazan, consegnarono al Pontefice la straordinaria icona in vista della sua visita apostolica in terra di Russia che tutti allora ritenevano prossima. Doveva essere l’occasione storica perché il Vicario di Cristo potesse consegnare alla Russia il “tabernacolo” della presenza nel mondo della Custode Celeste della sua identità spirituale e ricostruire quella “Chiesa a due polmoni” ripetutamente ricordata da Giovanni Paolo II anche nella preghiera formulata per la Madonna di Kazan, l’autentica unità ecclesiale cui anelano da sempre i Cristiani. Nella conclusione della sua lettera che accompagnava il dono dell’icona al Patriarcato di Mosca, così spiegava il Papa:

Nel marzo 1993 l’icona della Madonna di Kazan’ fu donata al Papa Giovanni Paolo II, devoto alla Madonna, che l’ha custodita e pregata nel suo studio privato nel Palazzo Apostolico in Vaticano fino a quando decise di restituirla alla cattedrale dell’Annunciazione di Kazan’ come auspicio per il dialogo tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa; nell’impossibilità di recarsi personalmente in Russia, il 28 agosto 2004 Giovanni Paolo II consegnò l’opera al patriarca di Mosca Alessio II. Dall’omelia di Giovanni Paolo II Papa, nel corso dell’Udienza Generale del 25 agosto 2004, in occasione del ritorno dell’icona in Russia:

«Quante volte, da quel giorno [che l’ho avuta], ho invocato la Madre di Dio di Kazan’, chiedendole di proteggere e guidare il popolo russo che le è devoto, e di affrettare il momento in cui tutti i discepoli del suo Figlio, riconoscendosi fratelli, sapranno ricomporre in pienezza l’unità compromessa. Fin dall’inizio, ho desiderato che questa santa Icona facesse ritorno sul suolo della Russia, dove – secondo attendibili testimonianze storiche – è stata per lunghissimi anni oggetto di profonda venerazione da parte di intere generazioni di fedeli. Intorno all’Icona della Madre di Dio di Kazan’ si è sviluppata la storia di quel grande popolo. La Russia è una nazione da tanti secoli cristiana, è la Santa Rus’. Anche quando forze avverse si accanirono contro la Chiesa e tentarono di cancellare dalla vita degli uomini il nome santo di Dio, quel popolo rimase profondamente cristiano, testimoniando in tanti casi con il sangue la propria fedeltà al Vangelo e ai valori che esso ispira. È perciò con particolare emozione che rendo grazie con voi alla Divina Provvidenza, che mi concede oggi di inviare al venerato Patriarca di Mosca e di tutte le Russie il dono di questa santa Icona. Dica, questa antica immagine della Madre del Signore, a Sua Santità Alessio II e al venerando Sinodo della Chiesa Ortodossa russa l’affetto del Successore di Pietro per loro e per tutti i fedeli loro affidati. Dica la sua stima per la grande tradizione spirituale di cui la Santa Chiesa russa è custode. Dica il desiderio e il fermo proposito del Papa di Roma di progredire insieme con loro nel cammino di reciproca conoscenza e riconciliazione, per affrettare il giorno di quella unità piena dei credenti per la quale il Signore Gesù ha ardentemente pregato (cfr Gv 17, 20-22). Carissimi fratelli e sorelle, unitevi a me nell’invocare l’intercessione della Beata Vergine Maria, mentre consegno la sua icona alla delegazione che, a nome mio, la recherà a Mosca.»

La cerimonia di consegna dell’opera si è svolta presso la cattedrale della Dormizione a Mosca per mano del cardinale Walter Kasper, l’allora presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.